|
Statue in gesso (per interni) Statue in resina (per esterni) |
Statue in resina (per esterno) | Statue in bronzo |
Busti in resina (per esterni) |
Bassorilievi in gesso (per interni) Bassorilievi in resina (per esterni) |
|
| www.statues.it - tel. 011 9251369 - cell. 3493243184 - fax 011 9220015 - e-mail: info@scaramellastudiodiscultura.com | |||||
| Home page | Come acquistare on line | Chi siamo | Contatti | Mappa del sito | |
|
Statue Romane, statue Greche, statue Egizie, statue Rinascimentali, statue di personaggi famosi, statue di animali, statue religiose, statue su richiesta. |
| Statue in gesso made in Italy: acquistare on line è facile e conviene. "Spedizioni in tutto il mondo" Richiedi informazioni |
|
To zoom on the image |
LS 201 Angelo h. cm. 70 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.200,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
Ordina ora |
![]() To zoom on the image |
LS 156 San Luca h. cm. 90 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 600,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.200,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.400,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 158 San Giovanni h. cm. 90 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 600,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.200,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.400,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 159 San Marco h. cm. 90 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 600,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.200,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.400,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 157 San Matteo h. cm. 90 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 600,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.200,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.400,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 137D Madonna Assunta in cielo (dipinta) h. cm. 85 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 900,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.700,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 5.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LSR 89 Madonna di Fatima (dipinta) h. cm. 200 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € no gesso
|
Prezzo in resina IVA inclusa €
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa €
|
Trasporto per
l'Italia
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 199D San Giovanni Evangelista (dipinto) h. cm. 154 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa €
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa €
|
Trasporto per
l'Italia
|
Ordina ora |
![]() To zoom on the image |
LSR 172 Madre Teresa di Calcutta (dipinta) h. cm. 185 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 6.500,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 20.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 150,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LSR 173 San Giuseppe con Bambino (dipinto) h. cm. 180 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 6.500,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 21.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 150,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LSR 175 Santa Maria degli Angeli (Madonna Immacolata) (tinta bronzo) h. cm. 185 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 5.500,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 20.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 150,00
|
|
|
To zoom on the image |
LSR 174 Sant'Antonio da Padova (dipinto) h. cm. 180 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 6.500,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 21.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 150,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 154 Milli Giannina (Poetessa '800) h. cm. 70 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 400,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 800,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 155 Giuseppe Vincenzi (Senatore '800) h. cm. 67 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 400,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 800,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LSR 11 Bronzi di Riace - Il vecchio h. cm. 220 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa €
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa
€
|
Trasporto per
l'Italia
|
|
|
To zoom on the image |
LSR 12 Bronzi di Riace - Il giovane h. cm. 220 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa €
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa
€
|
Trasporto per
l'Italia
|
|
|
To zoom on the image |
LS 149 Putto con candelabri h. cm. 70 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 400,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 800,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.700,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 65 Bimbo in piedi h cm 70 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 450,00 |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 900,00 |
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.000,00 |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00 |
|
|
To zoom on the image |
LS 64 Bimbo con passero h. cm. 79 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 500,00 |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.000,00 |
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 5.000,00 |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00 |
|
![]() To zoom on the image |
LS 74 Torso del Belvedere - riduzione h. cm. 58 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 290,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 580,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 79 Amenothep h cm 49 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 190,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 380,00
|
no bronzo |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 34 Ramesse II h. cm. 64 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 240,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 480,00
|
no bronzo |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 31 Budda h cm 59 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 290,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 580,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 30 Monaco Tibet h. cm. 98 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 500,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.000,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 5.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 120 Nudo femminile h. cm. 60 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 800,00 |
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.000,00 |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00 |
|
|
To zoom on the image |
LS 33 Donna sdraiata h. cm. 42 larg. cm. 95 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 800,00 |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 1.600,00 |
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 7.500,00 |
Trasporto per
l'Italia
€ 60,00 |
|
![]() To zoom on the image |
LS 134 Pegasus h. cm. 80 | no bronzo |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 2.400,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 100,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 23 Gufo h. cm. 50 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 220,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 440,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 2.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 29 Delfino h cm 45 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 230,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 460,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 2.500,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 37 Bozzetto Grande Torino h. cm. 60 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 390,00
|
Prezzo in resina IVA inclusa € € 780,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.000,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00
|
|
![]() To zoom on the image |
LS 128 Cavallo rampante h. cm. 75 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 860,00
|
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.700,00
|
Trasporto per
l'Italia
€ 60,00
|
|
|
To zoom on the image |
LS 135 Leone Canoviano h. cm. 32 larg. cm. 67x33 |
Prezzo in gesso IVA inclusa € € 260,00 |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 520,00 |
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 3.200,00 |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00 |
|
![]() To zoom on the image |
LS 130 Pastore Tedesco h. cm. 80 | no gesso |
Prezzo in resina IVA inclusa € € 800,00 |
Prezzo in bronzo IVA inclusa € € 4.000,00 |
Trasporto per
l'Italia
€ 50,00 |
|
|
|
||||||
| Pag. 1 / 2 / 3 / 4 / |
|
Statue in gesso (per interni) Statue in resina (per esterni) |
Statue in resina (per esterno) | Statue in bronzo |
Busti in resina (per esterni) |
Bassorilievi in gesso (per interni) Bassorilievi in resina (per esterni) |
|
| www.statues.it - tel. 011 9251369 - cell. 3493243184 - fax 011 9220015 | |||||
| Home page | Come acquistare on line | Chi siamo | Contatti | Mappa del sito | |
IL NEOCLASSICO. Dopo la metà del XVIII secolo si sviluppò ma reazione contro l' estetica del barocco e la sua ultima derivazione, nota in tutta Europa con il nome di rococò. I filosofi, sia cartesiani sia empiristi e sensisti, i critici, gli artisti e i loro committenti ritenevano artificiosa fantasia con cui erano trattati i modelli romani, che fin dal Rinascimento rappresentavano la fonte d'ispirazione ufficiale, e inoltre giudicavano eccessivo e frivolo il dinarmisme che avvolgeva le forme in un ritmo sfrenato . Questa reazione, inizialmente limitata nelle sue manifestazioni, presentò due aspetti essenziali: da un lato un deciso ritorso al concetto della natura primitiva vera o presunta e una rivalutazione della sensibilità individuale, che daranno origine allo spirito del romanticismo e del realismo; dall'altro il ritorno al rigore geometrico e al gusto per un' antichità depurata dalle sovrapposizioni le erano state imposte dal gusto europeo a partire dal X V secolo. Queste due tendenze che costituirono la base degli sviluppi sviluppi del periodo che precedette il romanticismo. Nel campo delle arti plastiche il neoclassicismo trionfò fino al 1825 circa, ritardando la fioritura del romanticismo che meglio rispondeva alla evoluzione generale del pensiero europeo, e che in un primo tempo si espresse timidamente sotto il velo delle forme classiche , prima di giungere a sostituirle in maniera definitiva. È necessario non dimenticare questo fatto di primaria importanza nel delineare lo sviluppo della dottrina neoclassica attraverso le principali creazioni di quel periodo. Come spesso accade, una società molto raffinata si appassionò alle opere arcaiche, che apparivano a un tempo più naturali, più pure e più razionali. Gli importanti progressi realizzati durante il XVIII secolo nella conoscenza delle antiche civiltà del bacino mediterraneo favorirono l'affermarsi di un'estetica fondata sullo studio dei nuovi modelli, ritenuti qualitativamente superiori ai pezzi ellenistici fino allora imitati. A partire dagli inizi del secolo, gli studiosi cercarono di svelare il mistero della civiltà etrusca, mentre gli scavi intrapresi a Pompei e a Ercolano rivelavano le splendide decorazioni delle ville e delle abitazioni romane: gli oggetti esposti al Museo di Portici entusiasmarono esperti e amatori. Arditi viaggiatori scoprirono con meraviglia la nobile sobrietà dei templi dorici di Paestum e della Sicilia. Non contenti di redigere le prime storie dell'arte partendo da queste scoperte di capitale importanza, gli archeologi, nutriti di cultura classica e filosofica, si trasformarono in teorici nell'intento di codificare la dottrina del bello ideale; secondo queste teorie lo studio delle opere dell'antichità (non più soltanto ellenistiche o romane ma anche egiziane, greche ed etrusche, considerate come le più vicine alla verità e alla perfezione), è superiore all'osservazione diretta della natura. Pur adottando senza riserve il principio del ritorno all'antichità, e ripudiando le forme graziose del rococò, il dinamismo barocco e perfino certe libertà tradizionalmente ammesse nei confronti delle forme greco-romane dopo Vignola, Palladio, Raffaello, i Carracci e Poussin, i migliori artisti non si limitarono comunque a imitare i modelli offerti alla loro ammirazione dagli archeologi, ma seppero interpretarli, riuscendo a esprimere attraverso le loro opere il proprio temperamento. Si sviluppò così un nuovo stile europeo, imbevuto di maestosa grandezza e di austera sobrietà, di squisita leggerezza e di serena gravità, su una solida trama di elementi tratti soprattutto dal repertorio della Grecia e di Roma. La scultura italiana nel periodo neoclassico. La scultura è per sua natura la forma artistica in cui più facilmente si evidenziano i risultati positivi e negativi del gusto neoclassico. Tra i portati negativi c'è il sostituirsi dello studio del modello vivente con la copia dei gessi tratti dalle statue antiche, troppo spesso di qualità scadente. È questo il momento più debole dell'evolversi dello stile, nel quale illustri artigiani non creano ma traducono in freddi e levigati marmi bianchi il canone classico. Oltre che nella statuaria monumentale, nella ritrattistica l'espressione individuale diventa « tipo », così come le vesti contemporanee lasciano il campo a semplici drappeggi o alla completa nudità. La purezza sottile di linee e volumi di questa scultura, tendente a un'astrazione affine alla ricerca geometrica dell'architettura, non è esente da una certa freddezza e monotonia. Si devono alla grande personalità di Antonio Canova (1757-1822) i più alti risultati della scultura neoclassica. Il classicismo del Canova fu ben lontano dalla raziocinante frigidità del suo contemporaneo, il danese Bertel Thorwaldsen (1770 - 1844), anche lui attivo a Roma e rappresentante del classicismo più integrale. Il Canova fu l'ultimo artista italiano di latitudine veramente europea. Non ebbe diretti allievi, ma molti seguaci e imitatori: e ancor più ne ebbe il Thorwaldsen che del Canova stesso era stato nel 1811 posto a capo della classe dell'Accademia di San Lucia. L'enorme influenza esercitata da questi e dal Canova determinò il dilagare del Neoclassicismo in tutta la penisola, da Roma dove ebbe le più copiose manifestazioni a Venezia, a Milano, a Torino, a Genova, a Napoli (dove è del Canova il cavallo del monumento a Ferdinando I in piazza Plebiscito). Tra gli scultori del periodo degni di nota, c'è sicuramente il romano Giuseppe Ceracchi, che forse, avendo la possibilità di conoscerlo meglio, meriterebbe una considerazione più grande di quella che a tuttora gli è trubutata. Ma a Roma vi è almeno un altro artista di cui ci si deve variamente occupare sia per il suo valore intrinseco sia per gli aspetti culturali che ha rappresentato: Adamo Tadolini (1788-1868), prediletto del Canova, suo fedele aiuto e discepolo. L'OTTOCENTO. Dopo l'influenza determinante del Canova e degli scultori neoclassici, alcuni artisti tentarono di rinnovare il gusto accademico imperante cercando la bellezza non più nei modelli classici, ma nella natura, e sottolineando la spiritualità interiore più che la perfezione esteriore della forma. Caposcuola in questo senso fu Lorenzo Bartolini (1777-1850), il quale, come direttore dell'Accademia di Carrara e poi docente presso quella di Firenze, introdusse nell'insegnamento la copia da modelli viventi anzichè da calchi di statue antiche. Questa ricerca di verità trovò la sua migliore espressione nella tomba al conte Neipperg (Steccata di Parma) e nel monumento Demidoff (Firenze), mentre in altre opere, anch'esse celeberrime, come la Carità educatrice (Firenze, palazzo Pitti) e la Fiducia in Dio (Milano, Museo Poldi Pezzoli), un certo gusto patetico e sentimentale non basta a riscattare l'impostazione essenzialmente accademica. All'esempio di Bartolini si ispirarono Luigi Pampaloni (1791-1847), Pietro Magni (1817-1877) e Pietro Tenerani (1787-1869), ai quali l'abilità tecnica non impedì di cadere in un accademismo ancora neoclassico. Colui che veramente raccolse l'eredità di Bartolini fu Giovanni Dupré (1817-1882), maestro indiscusso dell'ambiente toscano, studioso della scultura del Rinascimento, le cui opere (Caino, Abele morente, entrambe alla Galleria d'arte moderna di Firenze; Pietà, Siena, Cimitero della misericordia) non raggiunsero mai una vera sintesi per eccesso di minuzia descrittiva e di finitezza nei particolari. Un tono appena più commosso contraddistingue la perfezione accademica della Saffo abbandonata (Roma, Galleria d'arte moderna). Nell'ambito della scultura romantica sono da ricordare Tito Sarrocchi (1824-1900), Pio Fedi (1816-1892) e Carlo Marocchetti (1805-1867): questi, attivo anche in Francia e autore di numerosi monumenti celebrativi, diede il suo capolavoro nell'Emanuele Filiberto a Torino, che è la più insigne statua equestre dell'Ottocento italiano. Rispetto alla retorica declamatoria di tanti monumenti ottocenteschi, questo si distingue per equilibrio compositivo e compostezza formale. Notevoli anche i numerosi busti-ritratto di illustri personaggi, nonostante l'eccesso di verismo nella resa dei particolari. Poco più che abili mestieranti furono altri scultori di gusto romantico, ancora legati a forme neoclassiche, come Vincenzo Luccardi (1811-1876), Girolamo Masini (1840-1885), autore del famoso monumento a Cola di Rienzo (Roma) animato da una certa foga romantico-verista, e i lombardi Alessandro Pattinati (1801-1872), Antonio Tantardini (1829-1879) e Giovanni Strazza (1818-1875). Di ben altro livello fu l'opera del ticinese Vincenzo Vela (1820-1891), di gusto romantico ma anche realista, ottimo nei ritratti di ritmo misurato e di sobria espressività, autore del celebre Napoleone morente (1866; castello di Versailles) che ebbe grandissima popolarità e fama internazionale. Anche nelle opere a contenuto sociale, dallo Spartaco 1874; Ligornetto, Museo Vela) alle Vittime del lavoro (1883; Roma, Galleria nazionale d'arte moderna), Vela evitò la retorica compiacenza su questi temi ottenendo cospicui valori artistici per contenutezza di espressione e sicurezza di modellato. Diverso è invece il caricato verismo dell'opera di Achille D'Orsi (1845-1929), che oscilla dalla tematica sociale del Proximus tuus (Roma, Galleria nazionale d'arte moderna) alle scenette di genere sul tipo dei Parassiti (Firenze, Galleria d'arte moderna). Nello stesso ambiente napoletano in cui operava D'Orsi - tralasciando artisti minori quali Stanislao Lista (1824-1908), e Raffaello Belliazzi (1835-1917) - si inserisce l'opera di Vincenzo Gemito (1852-1929), una delle poche figure di statura europea della scultura ottocentesca italiana. La sua vena pittoresca e felicemente espressiva si manifestò nelle figure che popolavano la minuta realtà napoletana, come l'Acquaiolo (Roma, Galleria nazionale d'arte moderna), il Pescatore (Firenze, Bargello) e il Malatiello (Napoli, Museo di San Martino), trattate con bozzettistica spontaneità, seppure talvolta intaccate da effetti facili e descrittivi. Cosicché, nonostante l'impeccabile mestiere e il gusto sicuro delle sue realizzazioni, tra cui ottimi i ritratti, l'opera di Gemito resta confinata in un ambiente e in un ambito culturale provinciali. D'altra parte non trascende il limite della cultura provinciale neppure l'opera di Adriano Cecioni (1836-1886), critico e polemista legato al gruppo dei macchiaioli, e unico scultore tra quegli artisti; le sue opere più note: il Bambino con il gallo (Firenze, Galleria d'arte moderna) e La madre (Roma, Galleria nazionale d'arte moderna), pur nella sicurezza del modellato e nel piglio spontaneo, non riescono a superare il carattere bozzettistico e di genere. Seguirono lo stile e le idee di Cecioni Augusto Passaglia (1837-1918), Augusto Rivalta (1835/37-1925) e Giovanni Focardi (1842-1903), tutti attivi in Toscana. Pur ristretto nell'ambito regionale lombardo il movimento letterario e artistico della scapigliatura tentò di scuotere polemicamente l'ambiente accademico dell' epoca sia nel campo della poesia e del teatro sia in quello delle arti figurative. Al movimento appartennero alcuni scultori, tra cui emerge Giuseppe Grandi (1843-1891), artista espertissimo e di sicuro mestiere, che diede la sua opera più complessa e più celebre nel monumento alle Cinque Giornate a Milano, anche se sono forse più apprezzabili i bozzetti e le sculture di piccole dimensioni e i suoi sapienti ritratti. Le caratteristiche più significative della sua arte - l'audace modellazione, gli effetti di luce simili a quelli ottenuti dai pittori scapigliati che provocano lo sfaldarsi dei piani nell 'atmosfera, l'espressività del gesto - si rintracciano nel piccolo bronzo del Maresciallo Ney (Milano, Galleria d' arte moderna), opera veramente unica nella tradizione scultorea dell'Ottocento italiano. A Grandi si può riallacciare l'attività di artisti lombardi quali Ernesto Bazzaro (1859-1937), Paolo Troubetzkoy (1866-1938), noto per una serie cospicua di bronzetti e ritratti, e Leonardo Bistolfi (1859-1933). L'artista che raccolse veramente le migliori suggestioni di Grandi, portando la scultura italiana a livello europeo, fu Medardo Rosso (1858-1928), formatosi in Lombardia ma attivo anche in Francia, dove si recò nel 1884 venendo a contatto con l'ambiente impressionista. Già prima dell'esperienza francese la cultura lombarda aveva dato a Medardo Rosso i presupposti della sua originale visione artistica. A contatto con l'opera degli scapigliati, egli elaborò nel mezzo scultoreo un gusto analogo per gli effetti luminosi e le vibrazioni atmosferiche che dissolvono la forma plastica, riuscendo a ottenere nella scultura effetti che sembravano propri e raggiungibili solamente nella pittura. In questo senso l'esperienza dell'impressionismo fu determinante per lui. Come egli stesso ebbe a dire « quello che importa in arte è far dimenticare la materia », e infatti questo scopo è raggiunto nelle sue opere spesso modellate in cera, una materia così tenera e traslucida che si presta a fermare anche l'impressione più fuggevole - Bimbo malato (Milano, Galleria d'arte moderna), Ecce puer (Venezia, Galleria internazionale d'arte moderna), Conversazione in giardino, Donna che ride (Roma, Galleria nazionale d'arte moderna) - ma anche nei bronzi trattati in maniera da annullare ogni impressione di peso e di consistenza volumetrica, come il Bersagliere con la morosa (Roma, Galleria nazionale d'arte moderna) e il Bookmaker (Milano, Galleria d'arte moderna). Trascurabili in ogni senso, ma incombenti per notorietà e per la loro produzione sfacciatamente retorica nei monumenti celebrativi del secondo Ottocento, furono Giulio Monteverde (1837-1917), autore del monumento a Vincenzo Bellini a Catania, Ettore Ferrari (1845-1929), Ernesto Biondi (1855-1917), Francesco Jerace (1854-1937), Mario Rutelli (1859-1943), Raffaello Romanelli (1856-1928), Cesare Zocchi (1875-1922), autore del monumento a Dante Alighieri che si trova a Trento, Davide Calandra (1856-1915), Alfonso Balzico (1825-1901), e quell'Enrico Chiaradia (1851-1892), autore del mastodontico monumento equestre di Vittorio Emanuele al Vittoriano di Roma, simbolo del gusto e della retorica patriottarda dell'epoca. IL NOVECENTO. In Italia il rinnovamento della scultura diede risultati notevoli nel nuovo secolo, dopo le già citate esperienze impressioniste di Medardo Rosso e quelle futuriste di Umberto Boccioni. Tralasciando artisti ancora legati alla scuola del vecchio realismo, come Evaristo Boncinelli (1883-1948) e Angelo Zanelli (1879-1942), autore del grande fregio del Vittoriano a Roma, un posto a parte occupa la figura di Adolfo Wildt (1868-1931), vero virtuoso del marmo nelle sue composizioni grevi di suggestioni simboliche (Trilogia, Milano, Villa reale; la Concezione, Milano, Museo della scienza e della tecnica) e vibranti di trasparenze floreali, come nei metafisici ed esangui ritratti. Toccato dalle esperienze futuriste di Boccioni fu Roberto Melli (Signora dal cappello nero, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna), mentre notevoli influenze francesi sono rintracciabili nell'opera liberamente tradizionale di Libero Andreotti (1875-1933). Nell'ambito del rinnovato classicismo si espressero Romano Romanelli (1882-1968), autore di monumenti e notevoli ritratti, e ancora Alfredo Biagini (1886-1952), Arturo Dazzi, Italo Griselli, Attilio Selva. Ben altra importanza assume nella prima metà del secolo la personalità di Arturo Martini (1889-1947), creatore inesauribile e virtuoso di ogni tipo di materiale, dalla creta al legno, alla pietra, al bronzo. Narratore di vena sempre fresca, sembra talvolta riscoprire antichi mondi mediterranei (La lupa, Vado Ligure, Casa Martini; La sete, Milano, Galleria d'arte moderna), mentre altre volte si rifugia in una lirica intimità nei deliziosi bozzetti in terracotta (Gli acrobati, Intra, Collezione Rosmini; Attesa, Vado Ligure, Casa Martini; Chiaro di luna, Anversa, Museo di scultura) e nei sensibili ritratti. Mentre la produzione di Martini appare dunque varia e imprevedibile, quella di Marino Marini (1901-1980) appare concentrata quasi esclusivamente su un unico tema, quello del Cavallo e del Cavaliere (New York, Museo d'arte moderna; Milano, Collezione Jucker; Rotterdam, Museo Boymans; Dusseldorf Kunstmuseum). Sono figure e gruppi che hanno la forza e il fascino di prodotti di antichissime civiltà, nei quali si ravvisano reminiscenze etrusche e romaniche, eppure risultano di straordinaria modernità per il supremo dominio dello spazio e la superba astrazione formale. Temperamento più lirico e delicato è quello di Francesco Messina (1900-1995), tecnico eccezionale, che si pone quale ultimo erede della tradizione classica del Rinascimento nelle sue delicate figure in terracotta o in bronzo (Beatrice, Milano, Collezione privata) e nei pacati e sereni ritratti. Giacomo Manzù (1908-1991) sembra ricollegarsi inizialmente agli ultimi risultati dell'impressionismo del Rosso, ma il luminoso lirismo delle prime opere viene ben presto superato in virtù di un plasticismo più contenuto e severo e di una maggiore sintesi formale (Bambina sulla sedia, Milano, Raccolta privata d'arte moderna; Cardinale, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna). Una vivissima partecipazione umana anima tutte le opere di Manzù, i sensibilissimi ritratti, le affascinanti figure femminili, come pure i rilievi con Crocifissioni e Deposizioni raccolte e dolenti, nei quali l'artista dispiega tutte le sue qualità di bronzista eccezionale nella trattazione pittorica dei volumi e della luce. Questi caratteri della scultura di Manzù appaiono veramente sublimati in quello che è forse il suo capolavoro, la porta laterale in bronzo della basilica di San Pietro a Roma (porta della Morte, 1962), e in quella del duomo di Rotterdam (1968). Ancora figurativo, Emilio Greco (1913-1995) ha creato eleganti figure, soprattutto femminili, dall'espressione talora ambigua e inquietante, con una tecnica sempre raffinatissima (Anna, Milano, Galleria d'arte moderna). Una passionale foga espressionista prevale chiaramente nelle opere del primo periodo figurativo di Mirko Basaldella (1910-1969, David, Roma, Galleria nazionale d'arte moderna), passato poi all'astrattismo, senza nulla perdere però della violenza formale che lo contraddistingue (cancellata per le Fosse Ardeatine). In Italia l'affermazione dell'astrattismo nella scultura fu lenta e progressiva, e molti artisti oscillarono a lungo tra figurativo e astrazione. Questa situazione è evidente nelle opere di Marcello Mascherini (1906-1983), di Pericle Fazzini (1913-1987), di Luigi Broggini (1908-1983), Il vero inizio dell'astrattismo in Italia può però datarsi 1930 quando Lucio Fontana tenne a Milano la sua prima "personale" di scultura astratta; mentre forme sempre più semplificate e pure sono create da Alberto Viani (1906-1986), memore dell'esempio di Arp, in marmi di eccezionale purezza, ove il ricordo dell'archetipo umano si stempera in curve fluide e superfici luminose (Cariatide, Venezia, Ca' Pesaro). Gli esseri reali di Agenore Fabbri (1911-1998) sono snaturati e drammatizzati dalla trattazione a piani aguzzi e spezzati, di una crudele spigolosità (L'uomo di Hiroshima, Venezia, Ca' Pesaro), ma il passo decisivo sulla via dell'astrattismo è compiuto da Umberto Mastroianni (1910-1998; Il cavaliere alato, Torino, Galleria d'arte moderna), la cui visione libera nello spazio è pienamente nuova e originale; da Luciano Minguzzi (1911-2004) con le sue fragili composizioni di fili di metallo (Pas de quatre, Milano, Collezione privata) ; da Francesco Somaini (1926-2005) e da Umberto Milani (1912-1969). Tra i risultati più apprezzabili di questa tendenza sono da annoverare le opere di Pietro Cascella (nato nel 1920), geometrici incastri di ruvida pietra, di primordiale risonanza; quelle di Pietro Consagra (1920-2005), che anima di improvvise lacerazioni le sue composizioni di sottili lastre metalliche; e infine quelle dei fratelli Arnaldo Pomodoro (nato nel 1926) e Gio' Pomodoro (1930-2002) , creatori di un nuovo linguaggio in rilievi palpitanti di sottili corrispondenze tra i minuti elementi geometrici che li compongono (Terra e sole, Torino, Galleria d'arte moderna; Colonna del viaggiatore, Collezione Nelson A. Rockefeller). Un ulteriore allargamento del ventaglio dei materiali della scultura si registra nella seconda metà del Novecento. Nei primi anni Sessanta i minimalisti utilizzano elementi modulari e per lo più di asettica produzione industriale privi di qualsiasi contenuto specifico; essi lavorano sul ritmo o su variazioni iterate della struttura modulare di base rifiutando qualsiasi interiorità ed emotività della forma scultorea, allontanando ogni espressione individuale e gusto della piacevolezza a vantaggio dell'essenzialità esecutiva. Un'estrema libertà di sperimentazione materica si ritrova nell'ambito variegato dell'Arte Povera e dell'arte concettuale. Negli anni Sessanta Pino Pascali realizza Bachi da setola con spazzoloni colorati. Nella Venere degli stracci (1967) Michelangelo Pistoletto contrappone alla Venere classica, proposta in una banale copia in gesso collocata di spalle, una montagna disordinata di stoffe e stracci. Con una serie di palle di cemento disposte per terra Alighiero Boetti compone il suo autoritratto: lo che prendo il sole a Torino il 19 gennaio 1969. Mario Merz, crea i suoi celebri Igloo in terra, vetro e tubi fluorescenti; Gilberto Zorio, realizza opere in ghiaccio colorato chimicamente, o impresse sul cuoio; Jannis Kounellis (di origine greca, ma da anni residente in Italia), realizza grandi sculture in ferro e carbone, o in piombo; Giuseppe Penone, con i suoi tronchi sezionati e pazientemente lavorati rende evidente la struttura dei condotti linfatici. Negli ultimi decenni del Novecento si è assistito anche al riemergere di tendenze espressionistiche, con le opere di artisti come Mimmo Paladino, membro del gruppo della Transavanguardia.